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Donare il midollo osseo

A cosa serve donare il midollo osseo?
Alcune malattie del sangue, tra cui gravi forme di leucemia e l’anemia anaplastica, possono trovare possibilità di guarigione nel trapianto di midollo osseo.
Si può stimare che nella sola Italia, circa un migliaio di persone ogni anno, di cui quasi metà bambini, potrebbe trovare beneficio da questo tipo di intervento al quale, in molti casi, non esiste alternativa per vivere.
Nell’ambito familiare è possibile trovare talvolta un donatore “compatibile” (fratello o sorella). Purtroppo, anche a causa del tipo di vita moderno, il numero dei figli in famiglia si riduce sempre di più, assieme quindi alla possibilità di trovare il donatore nell’ambito della famiglia stessa.
Da qui la necessità di ricercare persone disponibili, con un minimo di sacrificio personale, a offrirsi come donatori di midollo osseo.
Il donatore di midollo osseo è uno dei pochi che, una volta chiamato a rispondere della propria disponibilità, ha l’estrema consapevolezza di poter contribuire al tentativo di salvare la vita di un individuo ben preciso, spesso di un bambino.
Anche il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare quel sangue offre a tante persone malate una speranza in più di guarire e tornare alla vita.



La trasfusione di piastrine nelle emopatie
Le manifestazioni emorragiche secondarie a piastrinopenia rappresentano uno degli eventi più temibili nei pazienti affetti da leucemia acuta o sottoposti a terapia sopramassimale in corso di trapianto di midollo osseo.
Il rischio di manifestazioni emorragiche aumenta proporzionalmente al grado di piastrinopenia.
Per controllare queste complicanze è necessario disporre di concentrati piastrinici che possono essere ottenuti da una unità di sangue o mediante piastrinoaferesi da singolo donatore. Quest’ultima costituisce la procedura ottimale per ottenere rese elevate di piastrine con maggiori incrementi post-trasfusionali e minor rischio per i riceventi.
Nei programmi di medicina trasfusionale è indispensabile incentivare la donazione di piastrine mediante aferesi.
Possono diventare donatori di piastrine soggetti sani, anche donatori di sangue, di età compresa tra i 18 e i 55 anni. La donazione può essere effettuata 6 volte l’anno.
La tecnologia è così avanzata che il sistema “AUTOPHERESIS C” raccoglie 500 ml di plasma in circa 30 minuti, grazie ad una sola venipuntura ed utilizzando una minore quantità di anticoagulanti.